Dal mito al presente
Dedalo costruisce il Labirinto. Poi costruisce le ali per fuggire da Creta. La stessa intelligenza, la stessa abilità: prima una prigione, poi una via d’uscita.
In Sudditi digitali, Dedalo è il tecnico. Sa come funzionano le cose, risolve problemi e si fida dei sistemi che costruisce.
Ma quando quel lavoro contribuisce a decidere quali informazioni arrivano alle persone e quali possibilità vengono loro offerte, dove finisce la responsabilità di chi lo fa?
In undici dialoghi di ispirazione platonica, personaggi della storia e del mito affrontano situazioni della vita quotidiana. E Dedalo scopre che un sistema può funzionare perfettamente e lasciare comunque qualcuno senza risposte.
Il libro parte da qui: senza garanzie, la trasformazione digitale può far arretrare diritti conquistati in secoli. Compresa la possibilità di formarsi un giudizio autonomo e farlo contare.
«Costruisco cose che funzionano.
Ogni ingranaggio al suo posto,
ogni problema risolto.Cosa succede dopo,
a chi serve e dove porta,
non è il mio mestiere.Io faccio solo il mio lavoro.Bene.»
